Emergenza case – poche case in affitto, la domanda è superiore all’offerta

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Basta fare un giro nei vari portali immobiliari o nei siti delle agenzie immobiliari per rendersi conto che questo settembre sarà un mese difficile per chi cerca un immobile in affitto, si conferma il trend del primo semestre 2022 che ha sancito un periodo non certo florido nell’offerta di abitazioni disponibili per la locazione.

Il problema affligge tutto il territorio nazionale da nord a sud, con una perdita media di immobili disponibili per la locazione pari all 33%. Facendo una rapida ricerca online fioccano gli articoli di allarme da tutta Italia, da Belluno con una perdita di circa il 71% alla Sicilia con Catania al 41%, passando per tutto lo stivale.

Le cause sono da ricercarsi in diversi aspetti dell’attuale momento storico.

Innanzitutto la pandemia ha cambiato le nostre abitudini e ha portato a una riflessione su quale possa essere il nuovo concetto dell’abitare.

Le case sono diventate in questo periodo lavoro, studio, e-commerce, palestra etc etc. Il lockdown, ha segnato un prima e un dopo nella percezione degli spazi domestici; se prima per molti, la casa, rappresentava un dormitorio e un punto d’appoggio per un cambio veloce, oggi ci rendiamo conto che l’abitazione deve essere progettata per assecondare le nostre abitudini. Si cercano case con una stanza in più da adibire a studio, spazi esterni esclusivi, che sia giardino o terrazza, che permettano di vivere a pieno la casa anche nelle stagioni più miti.

Questa nuova concezione che viene vissuta riguardo alla propria abitazione ha fatto sì che molte famiglie, coppie e soggetti single abbiano preso la decisione di cambiare abitazione, di uscire dal proprio nucleo familiare di origine o nei casi più delicati anche affrontare separazioni coniugali,  con la conseguenza creatasi di andare ad aumentare in maniera consistente la domanda che purtroppo non è stata supportata da un adeguata offerta di alloggi.

Non è da sottovalutare anche la situazione creatasi nell’ultimo decennio in molti comuni dove non si costruiscono più nuove unità abitative e si affrontano enormi difficoltà nel recupero del patrimonio edilizio esistente in cattivo stato di manutenzione, spesso i costi per adeguarsi alle normative in vigore, i costi urbanistici e quelli relativi ad i materiali, che sono schizzati in alto in questo ultimo biennio, scoraggiano chi possiede tali immobili nel volerli ristrutturare ed immetterli sul mercato.

Un’altra motivazione della mancanza di case in affitto va ricercata verosimilmente nella scelta di molti di mettere in vendita il proprio immobile, grazie al richiamo dalle quotazioni e alla ripresa delle compravendite che segna un +41% rispetto all’anno precedente.

E’ certamente da considerare un altro motivo per cui l’offerta si è ridotta così consistentemente; con il ritorno alla normalità pre-pandemica molti proprietari optano per gli affitti brevi (turisti culturali e d’affari) o per quelli di durata limitata a qualche mese (lavoratori in trasferta, studenti) con l’auspicio di limitare il rischio di morosità dell’inquilino e l’ambizione di avere una redditualità più alta. In alcune città si è rilevato che gli alloggi turistici sono in numero superiore a quelli residenziali, questo sta determinando un cambiamento nella vita delle persone e nell’organizzazione urbanistica e sociale delle città.

La motivazioni principali per cui i proprietari decidono di destinare la casa agli affitti brevi e per le vacanze sono:

  • Gli affitti tradizionali vengono percepiti come troppo rischiosi, se l’inquilino non paga è difficile sfrattarlo in breve tempo ed è quasi impossibile recuperare il credito.
  • L’affitto breve e per vacanza viene considerato economicamente più conveniente per il proprietario.

La corsa all’affitto turistico ha trasformato il territorio popolandolo di una enorme quantità di Bed and Breakfast, Case Vacanza, Guest house, Affittacamere, Ostelli, Case per Ferie, Country house, tanto per citare le molteplici tipologie. Ma il guadagno facile derivante dall’affitto turistico di un’abitazione è in alcuni casi una favola, questo perché una casa destinata alle locazioni turistiche necessita di più impegno, pubblicità, tenuta di un calendario delle disponibilità e delle prenotazioni, check in e check out che spesso sono di difficile organizzazione, pulizia e cambio biancheria, comunicazione alla Polizia, pagamento della tassa di soggiorno che sommati tutti assieme hanno la conseguenza di farlo diventare un vero e proprio lavoro. Inoltre la tassazione più bassa applicabile sulle locazioni brevi è del 21% contro il 10% che è possibile applicare sui contratti a canone concordato negli affitti abitativi o transitori abitativi. In più occupare un’abitazione per 365 giorni all’anno con l’affitto breve è praticamente impossibile, anzi in alcune città è anche vietato, è stato stimato che l’occupazione media di una casa vacanza in Italia è del 60% con un incasso medio annuo che spesso è si maggiore rispetto a quello percepito dalle locazioni classiche ma non di una cifra così elevata da giustificare il maggior impegno assunto ed un usura dell’abitazione che nella stragrande maggioranza dei casi risulta maggiore proprio affittando a brevi periodi.

Con la progressiva riconversione dei centri storici a “villaggio vacanze”  diminuisce il numero di abitazioni disponibili per l’affitto a lungo termine, quelle che solitamente vengono prese con contratti 4+4 o 3+2 e l’aumento dei canoni di locazione nelle zone centrali della città è diventato insostenibile dagli abitanti storici del quartiere, perciò la possibilità di prendere casa al centro in affitto sta diventando sempre più appannaggio delle classi sociali più ricche o di chi è disposto a condividere l’abitazione con altre persone.

Locare un immobile è comunque una buona fonte di reddito e ci sono molte più persone di quante si possa immaginare che sono in grado di mantenere gli obblighi contrattuali e rendere per il proprietario l’esperienza dell’affitto come solo una fonte di guadagno sicuro. Grazie ad alcuni accorgimenti e affidandosi ad una agenzia qualificata si può rendere tutto il processo più semplice e privo di problematiche. L’agenzia può effettuare un buon lavoro di screening con le giuste indagini referenziali sul potenziale inquilino oltre ad un analisi reddituale che tranquillizzi il proprietario stesso sulla possibilità di pagamento dei canoni da parte del conduttore.

La nostra agenzia immobiliare ad esempio mette a disposizione il servizio “check cliente”, come puoi vedere cliccando su questo link (https://marcocatelli.it/servizi-immobiliare/check-cliente/), che ha proprio lo scopo di fare un identikit del potenziale inquilino.

L’emergenza è sentita anche nella nostra zona di competenza, come riporta Marco Catelli nell’articolo de Il Tirreno di lunedì 5 settembre fornendo alcuni spunti di riflessione e possibili soluzioni tra cui il recupero delle capanne o degli edifici abbandonati o alla conversione di intere aree artigianali ormai dismesse.

La provincia di Lucca perde il 31,5% di case disponibili per la locazione, mentre cresce il numero di richieste di persone con un buon profilo che comunque non riescono a trovare un immobile in buone condizioni e per un periodo lungo.

Se sei curioso di sapere quali sono i clienti che si rivolgono a noi per cercar casa o hai un immobile che non utilizzi e vorresti sapere quanto può renderti chiamaci allo 0583 997201 o inviaci una mail a info@studioaffitti.it, troveremo insieme la soluzione più adatta alle tue esigenze.

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